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A proposito dei cani molecolari

26 Dic

Il caso di Yara Gambirasio ha portato il grande pubblico a conoscere l’esistenza dei  cosiddetti cani molecolari in grado di fiutare l’odore di piccolissime particelle appartenenti alla persona da cercare, a distanza di settimane (se le condizioni ambientali lo consentono).

La differenza fondamentale tra il cane molecolare e i cani comunemente usati per la ricerca (in superficie, macerie o valanga) dipende dal tipo di addestramento.

Mentre questi ultimi vengono addestrati a cercare un essere umano, senza distinzione alcuna, i cani molecolari seguono l’odore di una persona specifica, dopo aver fiutato un suo indumento, ignorando le altre piste.

In questa attività sono particolarmente  indicati i cani di razza bloodhound, per le caratteristiche morfologiche del loro apparato olfattivo che consente una migliore differenziazione degli odori (il che non significa avere un fiuto migliore).

Questo tipo di addestramento  presuppone un numero elevato di figuranti ogni volta diversi, che non sempre sono facili da reperire. Altro problema è l’eventuale inquinamento “olfattivo” del campione da fiutare. Inoltre, le condizioni ambientali nelle quali i cani devono operare (zone frequentate, presenza di gas di scarico come a Brembate etc.) rendono ovviamente più elevata la probabilità di insuccesso.

Non dovrà quindi stupire in senso negativo se emergerà che Yara non è mai stata nel cantiere segnalato dai cani molecolari.

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